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domenica 26 febbraio 2017

Scheda pesce (XV) : Sarago Maggiore

Il Sarago Maggiore è una delle prede più difficili, ma allo stesso tempo più affascinanti, del light spinning marino in Italia.

Ecco, come al solito, alcuni dati sul pesce in questione:

Famiglia: Sparidae (si tratta di una famiglia estesa, comprendente 155 specie, raggruppate in 38 generi)
GenereDiplodus (si tratta di un genere comprendente 23 specie)
Specie: Diplodus Sargus
Lunghezza massima registrata: 45 cm
Peso massimo registrato: 1,9 kg.
Distribuzione: Oceano Atlantico Orientale (non più a Nord del Golfo di Biscaglia), Mar Mediterraneo, Mar Nero
Nome inglese: White Sea Bream
Età massima registrata: 10 anni
Riproduzione e maturità sessuale: la riproduzione avviene tra Gennaio e Aprile e la maturità sessuale viene raggiunta con i due anni di età, quando il sarago è lungo circa 17 centimetri.
Alimentazione: si nutre di crostacei, alghe, molluschi ed altri invertebrati bentonici.
IUCN Red List: Least Concern (LC): si tratta del livello di rischio minimo, ciò vuol dire che la specie è  abbondante e ben diffusa
Profondità di stazionamento: 0-50m.
Pinne: Ha un'unica lunga pinna dorsale, formata da 12 raggi spinosi e 15 molli. La pinna anale, formata da 3 raggi spinosi e 13 molli, è opposta alla parte molla della dorsale, mentre le pettorali sono grandi e falciformi. Le pinne pelviche sono grandi e in posizione toracica, mentre la pinna caudale è grande e forcuta.
Altre caratteristiche: Ha un corpo alto e molto compresso lateralmente e una bocca piccola ma dotata di denti molto particolari; ha infatti 8 incisivi molto taglienti e 2-4 file di denti molariformi sia superiormente che inferiormente.
Colorazione: ha una colorazione argentata con 7-9 fasce nere verticali. Ha inoltre una macchia nera sul peduncolo caudale, che non arriva alla parte inferiore. Anche l'opercolo è bordato di nero.

La pesca dei saraghi a spinning con le softbaits è, per quanto mi riguarda, la branca più emozionante del Light Game in mare. Si tratta sicuramente di una pesca molto complicata, perché richiede condizioni del mare particolari e grande costanza.



Parto allora con l'analisi dei luoghi di pesca fino ad arrivare all'attrezzatura e al metodo di pesca.

_Luogo di pesca: il luogo di pesca perfetto per questa tecnica è la scogliera, possibilmente bassa e la nostra più importante alleata sarà la schiuma. I saraghi infatti prediligono attaccare le loro prede quando sono stordite dalle onde e disorientate dalla schiuma. Va da sé che saranno perfette le scogliere che presentano secche di fronte a loro, o comunque discontinuità particolari che permettano, con il mare mosso, di creare molta schiuma. 



_Orario e stagione di pesca: si tratta di una pesca diurna, che si fa quindi nei momenti della giornata in cui è presente la luce, ma, come quasi tutte le altre tecniche di pesca, le catture aumentano leggermente in prossimità del cambio di luce, ossia durante le due ore prima del tramonto e le due successive all'alba. E' molto importante anche scegliere il momento giusto della giornata; in questo caso infatti è meglio pescare con mare mosso ma limpido, quindi, potendo scegliere, è meglio evitare la scaduta e pescare quando il mare inizia a montare, ossia quando l'acqua è ancora limpida e il vento non è ancora troppo forte da disturbare l'azione di pesca.
I mesi migliori sono quelli primaverili (Aprile, Maggio, Giugno) e autunnali (Ottobre, Novembre).



Per quanto riguarda l'attrezzatura, ecco alcuni consigli:

_La canna che andremo a scegliere deve avere un azione  fast o extra fast, questo perché pescheremo quasi esclusivamente con testine piombate, e la bocca del sarago è molto dura e robusta, e necessita di una ferrata pronta abbinata ad una canna reattiva per essere bucata. La canna deve essere inoltre abbastanza lunga, diciamo tra i 7' e i 7'6'' , perché spesso i saraghi tendono ad infilarsi in mezzo agli scogli, e a volte pescheremo abbastanza distanti dall'acqua, tutte cose che renderebbero molto rischioso utilizzare una canna corta. Allo stesso tempo però la canna deve mantenere una certa maneggevolezza, ecco perché non andrei mai comunque oltre i 7'6". Per quanto riguarda il lancio, la nostra canna dovrà lanciare e gestire nella schiuma, testine piombate di peso compreso tra i 3 e i 5 grammi. Questo range di peso molto ristretto ha comunque una spiegazione: l'utilizzo di testine sotto i 3 grammi non permetterebbe di avere un corretto contatto con l'esca, visto che pescheremo in mezzo alle onde e alla corrente; mentre l'utilizzo di testine sopra i 5 grammi renderebbe la nostra esca poco appetibile e sinuosa, facendola affondare troppo velocemente, e renderebbe anche piuttosto complicata la nostra azione di pesca, obbligandoci a recuperare molto velocemente. Allo stesso tempo la canna deve avere una buona riserva di potenza, dato che il sarago è un pesce molto combattivo e può raggiungere anche dimensioni ragguardevoli. Esistono, come per le altre tecniche, anche canne specifiche, provenienti dal mercato giapponese, ossia le canne da Kurodai Game, ma purtroppo tendo a sconsigliarle, perché pur essendo nate per pescare questo genere di pesci, hanno un'azione adatta a gestire hardbaits e non softbaits. Il mio consiglio è quindi quello di dare un occhiata a cosa offre il mercato nel campo delle canne da bass per il finesse, evitando in questo caso le canne da Light Rockfishing.



_Il mulinello: penso che la scelta migliore sia rappresentata dai mulinelli della classe 2500 con bobina a capacità ridotta (2506 Daiwa, 2500S Shimano). E' meglio non usare mulinelli di taglia inferiore perché il trecciato che andremo ad utilizzare sarà leggermente più spesso di quello usato nel Light Rockfishing tradizionale e perché ci serve un mulinello con un peso leggermente maggiore per bilanciare efficacemente una canna lunga e abbastanza potente.

_Il filo: in questo caso l'utilizzo di un trecciato sottile è abbastanza imprescindibile, dato che il massimo contatto con l'esca e il suo miglior controllo abbinate alla prontezza della ferrata sono elementi di cui non si può fare assolutamente a meno. La misura perfetta per questa tecnica è da scegliere tra il PE0.8 e il PE1, a seconda del luogo in cui andremo a pescare. Pescando molto vicino alle rocce è meglio utilizzare un finale in fluorocarbon abbastanza spesso, compreso tra gli 0,24 mm e gli 0,28 mm di diametro. Non bisogna preoccuparsi ad alzare leggermente il diametro del finale, perché pescando in mezzo alla turbolenza e alla schiuma non avremo problemi di visibilità.



_Le Jig Heads: come detto in precedenza utilizzeremo testine piombate dal peso compreso tra i 3 i 5 grammi. La forma della testa può essere scelta liberamente, ma sicuramente una forma bullet o "piatta" ci aiuterà ad imprimere il movimento frenetico a scatti che serve per invogliare i saraghi ad abboccare. La caratteristica più importante che deve avere l'amo di queste testine è la robustezza, perché capita spesso che i saraghi aprano facilmente gli ami con gambo troppo sottile di testine destinate al Light Rockfishing o alle trote. L'amo deve essere quindi molto robusto e a gambo abbastanza lungo, e deve essere di una misura compresa tra il #4 e il #2.



Le esche: sostanzialmente le softbaits da utilizzare per questa pesca devono avere due caratteristiche, avere un corpo tozzo, ma allo stesso tempo corto; questo perché i saraghi tendono a mordere l'esca, non ad aspirarla, quindi con esche lunghe ci ritroveremmo sempre la softbait mozzata, senza essere riusciti a ferrare il pesce. Le tipologie di esche che si prestano maggiormente a questo utilizzo sono pesciolini di gomma a coda dritta, piccoli craws da 2", piccoli tubes.


_L'azione di pesca: per attuare questa tecnica basta lanciare la nostra esca nella schiuma, lasciare affondare per qualche secondo, e poi cominciare un recupero personalizzato, che sia il più "nervoso" possibile, ma allo stesso tempo abbastanza lento. L'esca in pratica deve muoversi il più possibile ma senza aumentare troppo la velocità di recupero. Solitamente se dopo 3 o 4 lanci nello stesso punto non abbocca nulla conviene cambiare postazione; per questo motivo è meglio cercare scogliere che ci permettano di muoverci e spostarci abbastanza agevolmente. Nel momento dell'abboccata occorre una ferrata abbastanza decisa, e un recupero pronto del filo, soprattutto nei primi momenti, in cui il sarago tenterà di guadagnare il fondo. Un retino può sicuramente essere utile, ma personalmente ne ho sempre fatto a meno.

Alla prossima!

Marco

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